DOC – Nelle tue Mani: Recensione prime 8 puntate

DOC – Nelle tue Mani: Recensione prime 8 puntate

Un vero e proprio boom di ascolti per Doc-Nelle Tue Mani, la fiction con Luca Argentero ha incollato allo schermo 8.691.000 spettatori con il 31,4% di share.

La quarantena ha influito senza dubbio ma i racconti sulla vita ospedaliera funzionano quasi sempre. DOC così in questo preciso periodo storico diventa quasi uno stile di vita.

Recensione prima parte: 8 puntate

Le prime otto puntate andate in onda su Ra1 riguardano solo la prima parte della serie TV. L’emergenza è infatti iniziata con le riprese in corso e la produzione è stata interrotta, rendendo quindi non disponibili fin da subito i sedici episodi ma solo i primi otto.

Ispirato ad una storia vera

DOC – Nelle Tue Mani è ispirata a una storia vera che ha contribuito a dare più enfasi ed emozione alla serie. Tuttavia tante sono le differenze con la realtà. Pierdante Piccioni è un medico ed è colui che ha ispirato la fiction con Luca Argentero. Il dottor Piccioni, nel 2013, dopo un incidente sulla tangenziale di Pavia, si risveglia dal coma senza ricordare gli ultimi 12 anni: è convinto di essere nel 2001 e di aver appena accompagnato suo figlio, ancora bambino, a scuola. Non ricorda il passaggio dalla Lira all’Euro, l’avvento dei social network e che sua madre, qualche anno prima, si è spenta. Vede il mondo attorno a se improvvisamente invecchiato, mentre lui è fermo a un giorno di tanti anni prima, quando suo figlio, ventenne, è in procinto di compiere otto anni. Quella di Pierdante Piccioni è la storia di una vera e propria rinascita. Luca Argentero è riuscito a portare in tv l’interpretazione di un uomo che riesce a riprendere la sua vita in mano, nonostante 12 anni di memoria persi. La storia di Andrea Fanti, raccontata nella fiction di Rai1 “Doc nelle tue mani” non è perfettamente aderente a quella vera che vede invece protagonista Pierdante Piccioni. Non è infatti vera, ad esempio, la separazione dalla moglie. A confermarlo è proprio Piccioni che, anzi, racconta come sia riuscito a innamorarsi di lei per la seconda volta, nonostante dunque l’avesse quasi del tutto dimenticata.

Cast

Tuttavia Luca Argentero è perfetto per la RAI: volto, corpo e talento. Anche il resto della squadra degli attori sembra al posto giusto al momento giusto. Fanno parte del cast, oltre a Luca Argentero, Matilde Gioli nei panni di Giulia molto vicina a Fanti prima che perdesse la memoria, Simona Tabasco, Sara Lazzaro, Gianmarco Saurino e Giovanni Scifoni che si distingue con ironia nella sua interpretazione. Una serie su medici e infermieri in un periodo storico dove diventano degli eroi è ad hoc. Inizialmente Argentero si presenta come bello ed impossibile per poi trasformarsi nella sua parte migliore. A tratti Argentero però sembra più adatto per una pubblicità della Rai come testimonial che come medico di corsia. Eppure la storia è raccontata con ardore dai registi Jan Maria Michelini e Ciro Visco facendo superare qualche pregiudizio.

Cast DOC nelle tue mani

Tempo ed Emozioni

Tutto ruota intorno al tempo e alle emozioni: un connubio perfetto per coinvolgere e creare un legame con lo spettatore, riuscendo ad entrare a tratti in empatia. Il girato e il montato sono vibranti così come vibrano con forza le corde di chi riesce ad emozionarsi facilmente. DOC racconta l’ospedale come una casa, i colleghi come dei familiari, i pazienti come figli. In ospedale succede di tutto con un sempre mix altalenante di emozioni.

Le storie frutto della fantasia degli autori fanno riflettere, soprattutto in questo periodo, su certi aspetti della vita: solo negli ospedali riscopriamo la nostra umanità? Solo nei luoghi di sofferenza e di dolore ci mettiamo in discussione? È il tempo che aggiusta le cose o noi aggiustiamo le cose con il tempo? E’ evidente che gli eventi della vita ti cambiano. Avviene infatti anche ad Andrea Fanti. Cambiamenti inconsapevoli: da medico cinico e dai sentimenti sopiti si trasforma in un angelo da corsia che non considera più i suoi pazienti come numeri ma come persone con delle fragilità e delle opportunità.

DOC inoltre sottolinea come un ospedale possa essere sia una jungla sia una casa accogliente. Può essere un luogo di speranza e di morte. Le seconde occasioni ci sono sia per i pazienti sia per i medici. Le puntante sono intense e gli attori si sono immedesimati alla grande forse perché si sono preparati stando in un vero reparto ospedaliero prima delle riprese. Hanno indossato il camice per prepararsi al meglio.

Le storie sono forti così come le emozioni che vengono messe in gioco. Certi momenti forse sono troppo smielati. Troppa esagerazione ma il pubblico di Rai 1 è abituato quindi non dovrebbe essere un problema per tutti. Inoltre a tratti troppo romanzata, scontata, esagerata. Tutto ciò però fa emergere che dietro la vita professionale c’è sempre una vita privata. Prima dei professionisti e dei pazienti ci sono gli uomini e le donne.

La sintesi e il messaggio dalla prima parte toccano sicuramente l’aspetto privato di medici ed infermieri con l’umanità che dovrebbe esserci alla base del rapporto con i pazienti al di là del discorso del transfert( per questo guardare il film Patch Adams): avere qualcuno che ti cura non per ciò che fai o hai fatto ma per chi sei!

Cosa ci sarà?

Cosa succederà negli ultimi otto episodi? Sicuramente ci sarà una grande evoluzione nel rapporto tra Fanti, la moglie e Giulia. Ci saranno scintille in questo triangolo amoroso. Da una parte la forza del matrimonio, dall’altra questo amore che lui ha dimenticato. Ci saranno delle evoluzioni fortissime nelle diverse storie dei personaggi principali destinati ad intrecciarsi ed incastrarsi sempre di più. Intanto il nostro pensiero va sicuramente a chi gira “bardato” nei reparti Covid e vicinanza a chi sta combattendo contro il tempo e il dolore!

Curiosità

Oggi il dottor Pierdante Piccioni è tornato a fare il medico. Non lavora più come primario, ma nel pronto soccorso di Lodi, dove si occupa di persone affette da coronavirus ma in via di guarigione: “Ho studiato per tornare a fare il medico, ma ho capito che potevo essere più utile per creare dei percorsi per i pazienti dopo il ricovero in ospedale”, ha detto nei giorni scorsi a Fanpage. A fare tesoro della sua testimonianza, Luca Argentero, il quale, ospite in collegamento con “Che tempo che fa”, ha parlato della sua di come il contributo di Pierdante Piccioni sia stato prezioso per la costruzione del suo personaggio, Andrea Fanti: “Quando giri una storia vera e hai la fortuna di poterti confrontare con il protagonista di questa storia – ha detto l’attore – è un enorme vantaggio, perché ho avuto modo di farmi raccontare tantissime sfumature”.

About The Author

Diploma classico e giurista in erba alla Federico II di Napoli. Appassionato e cultore di cinema, sognatore a occhi aperti, inguaribile romantico. La passione per il cinema molto probabilmente deriva dalle tragedie greche. Studioso del bel calcio dopo aver visto il doppio passo del fenomeno Ronaldo ai tempi dell'Inter e le esultanze dell'areoplanino/scugnizzo Montella. Mi servo della scrittura per arrivare al cuore della persone. Preferisco καιρός al kρόνος!

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