Recensione La Casa di Carta Parte 4: la solita storia

Recensione La Casa di Carta Parte 4: la solita storia

Ammettiamolo, tutti noi non aspettavamo altro che questa nuova parte.

Purtroppo però, almeno dal mio punto di vista, mi aspettavo qualcosa di diverso, qualche novità, invece il copione risulta essere sempre uguale.

Ma analizziamola nel dettaglio.

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La trama [Contiene Spoiler]

Ritroviamo la banda esattamente dove l’avevamo lasciata: all’interno della Banca di stato Spagnola.

Nairobi è stata appena colpita e gli altri cercano in ogni modo di salvarla, operandola in collegamento con un equipe di chirurghi in Pakistan.

I collegamenti vengono interrotti dalla polizia e cosi Tokio si ritrova da sola con gli insegnamenti del Professore, di fronte ad una parte di polmone da esportare ed un proiettile da togliere.

Palermo si ribellerà al gruppo e verrà incatenato; la cosa non gli andrà giù e cercherà in ogni modo di tornare al comando.

Dall’altra parte troviamo un Professore sempre più depresso ed abbattuto per la morte di Lisbona, che non riesce a darsi pace, non riuscendo neanche ad elaborare un piano per permettere alla banda di abbandonare la banca.

Solo l’aiuto di Tokio, che gli farà capire che in realtà Lisbona non è stata uccisa, ma che si tratta di un piano architettato dall’ispettrice Alicia Sierra, permettere al Professore di aprire gli occhi e di sganciare quelli che lui stesso definisce “sette missili da cui non saranno in grado di difendersi” e con una serie di controffensive riuscirà ancora una volta a mettere la polizia alle corde.

casa di carta 4

Il cast

Nessun volto nuovo in questa quarta parte, ritroviamo la solita banda.

Andando avanti con gli episodi però, scopriamo che tra gli ostaggi della banda si cela un’infiltrato del Professore, il figlioccio di Mosca, che in seguito ad un’operazione è diventato donna.

La ragazza, di nome Manila (Belen Cuesta) nei momenti in cui la banda non riesce a reagire ai colpi subiti decide di rivelarsi e rimettere la situazione in ordine.

Altro ruolo che nella parte 3 era stato messo in secondo piano è quello di Gandia (José Manuel Boga), il capo delle guardie del corpo del Governatore che in questa stagione si rivelerà essere il nemico principale della banda.

Per il resto ritroviamo Ursula Corberò, Alvaro Monte e anche Berlino (Pedro Alonso) è sempre presente attraverso i flashback nonostante ci abbia abbandonato durante il precedente colpo.

Il solito copione

Questa stagione si è arricchita di scene piene d’azione ed adrenalina, ma nonostante tutto è rimasta molto scontata.

Come già successo nella parte 1 e 3, anche in questa il Professore si ritrova alle corde a causa dell’uccisione di un membro della banca.

Se nella prima parte si trattava di Mosca e Oslo, poi di Berlino e alla fine della seconda parte avessero sparato Nairobi, in questa, prima la “morte” messa in scena dalla polizia, di Lisbona e poi l’effettiva morte di Nairobi, lasciano cadere il Professore in una crisi che soltanto lui riuscirebbe a superare.

E proprio come le precedenti parti, la stagione finisce con il Professore che nonostante il suo piano geniale, subisce una mossa del tutto inaspettata (l’ormai ex ispettrice Sierra, riesce a trovare il suo laboratorio), lasciando i telespettatori con il fiato sospeso, ma con la consapevolezza che la situazione si sistemerà sempre e solo a favore della banda.

Scrittura dei dialoghi e montaggio

Per quanto riguarda i dialoghi, tolti personaggi come Nairobi ed Helsinki (nonché i migliori a parer mio di questa stagione), tutti gli altri cadono davvero nel ridicolo, con battute scontate e che non portano a nessuna evoluzione.

Personaggi come quello di Rio o Denver, finiscono solo per peggiorare…

Il primo a causa dei traumi subiti durante la tortura riesce a fare molto poco, anzi niente, lascia scappare Gandia senza riuscire a sparare neanche un colpo.

Il secondo continua con la sua banalità e non si distingue mai se sia davvero così stupido o lo faccia per qualche motivo.

Anche Tatiana risulta per il momento inutile. Tutti noi immaginavamo che in questa stagione si sarebbe rilevata fondamentale, non sappiamo in che modo, ma ne eravamo convinti; ed invece non la si vede mai, o meglio, è presente soltanto nei flashback con Berlino. La domanda allora sorge spontanea, è davvero necessario focalizzarsi così tanto su un personaggio che almeno per il momento, non è poi così fondamentale per i risvolti della trama?

Unica nota positiva è sicuramente quella del montaggio.

Sono riusciti a fare un ottimo prodotto dal punto di vista visivo, in grado di far sentire il telespettatore quasi parte della scena. Ottimi i tagli e le inquadrature.

La morte di Nairobi

Nairobi casa di carta

Ci hanno fatto prima soffrire per un anno, convinti fosse morta sul serio, poi invece sono riusciti a curarla e a salvarle la vita… per quale motivo?

Nessuno, motiva i saldatori che erano sulla difensiva terrorizzati da Gandia, si fa catturare da quest’ultimo presa di sorpresa e dopo un intero episodio in cui viene “torturata” senza che la banda possa fare nulla, viene uccisa con un proiettile in testa.

Ammettiamo che la scena è stata davvero toccante e la maggior parte di voi avrà sicuramente pianto, così com’è successo a me, ma era davvero necessario?

Nairobi era il personaggi che aveva davvero subito un evoluzione, dava carica al gruppo, riusciva sempre a risollevare tutto quando le cose si mettevano male ed hanno deciso di farla fuori cosi.

Per cosa poi? Dare un segnale al Professore e fargli capire che era arrivato il momento di agire.

In conclusione

Con il passare del tempo è diventata una serie molto scontata e hanno deciso di prolungarla ancora, confermando una quinta parte e forse anche una sesta, quando sarebbero bastate le prime due; ma lo sappiamo bene, i soldi attirano tutti.

La cosa però che riesce a fare più di tutte, è sicuramente quella di coinvolgerci. Sfido chiunque di voi a dirmi che non ha divorato tutti gli otto episodi in meno di due giorni. Proprio su questo puntano gli autori e fin quando avranno riscontro dal pubblico, sono convinto che continueranno a proporci stagioni su stagioni.

Voglio lasciarvi con le parole di Nairobi rivolte ai saldatori che avevano paura di continuare a lavorare, perché ognuno di noi nella propria vita avrebbe bisogno di una persona cosi, che ci motivi sempre a dare di più e non avere paura:

“Sapete cos’altro fa molta paura? Tornare a casa la sera da sola, però una donna continua a farlo! Prende per mano la paura e continua a vivere, perché bisogna vivere signori, bisogna vivere fino alla fine!”.

About The Author

Diplomato al Liceo Scientifico, tra una pagina e l'altra di un libro di matematica, un episodio calza a pennello. Più che per il cinema, ho la passione per il piccolo schermo. Sono l'amico a cui viene sempre fatta la domanda "Ma che serie tv mi consigli?" Se non avete idea di cosa guardare, faccio al caso vostro. Siete invitati nel sottosopra che si trova nella mia testa.

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