Recensione L’Immortale di Marco D’Amore

Recensione L’Immortale di Marco D’Amore

Per questa domenica, vogliamo consigliarvi la visione del film che in una sola settimana è già campione di incassi, superando i 3 milioni di euro al botteghino: L’immortale, seguito poi da Frozen 2 e da I Goonies.

Si tratta dello spin off di Gomorra-La Serie, uscito nelle sale italiane il 5 dicembre, con protagonista indiscusso Ciro Di Marzio interpretato nei ricordi sul passato da Giuseppe Aiello, per la prima volta sul grande schermo e nel presente da Marco D’amore attore, regista e sceneggiatore del film stesso che consacra il suo debutto in queste nuove vesti, ossessionato dal personaggio da lui stesso interpretato e con una gran voglia di riportarlo in vita sul grande schermo.

Il film chiaramente ha come target principale quel pubblico già affezionato al film, chi Ciro lo conosce e lo ama, chi non si era rassegnato alla sua mancanza nella quarta stagione di Gomorra e per chi, evidentemente, sperava in un suo ritorno annunciatissimo dal trailer anche se Marco D’amore, come sua sfida personale, ha cercato di far avvicinare al suo personaggio coloro che Gomorra per qualunque ragione non l’avevano mai visto, riuscendo a ricostruire dal principio il suo personaggio raccontato proprio dal suo punto di vista.

L'immortale

Ma chi è Ciro di Gomorra?

Il personaggio di Ciro Di Marzio è ispirato probabilmente a Gennaro Marino, un boss di Secondigliano. In Gomorra, la serie ispirata dal romanzo di Roberto Saviano, Ciro fa parte del clan di Pietro Savastano del quale è il braccio destro e diventa amico del figlio del Gennaro Savastano, personaggio principale della serie e nella quale il rapporto con Ciro ne costituisce il cardine. Nel corso di Gomorra però, per smania di potere, Ciro lavorerà alle loro spalle e per diventare capo sarà disposto anche ad uccidere la sua stessa moglie Deborah e il suo stesso boss, Pietro Savastano.

Ma il rapporto con Genny si rinsalderà trovando un accordo di pace e arrivando a sacrificarsi per lui nel finale della quarta stagione.

La figura di Ciro Di Marzio è riuscita ad entrare nel cuore di tutti i fan nonostante il ruolo che ricopre è quello di uno spietato boss, un personaggio che non ha difficoltà nell’uccidere chiunque fosse sul suo cammino. Ma la forza è che l’attore sia riuscito a far trovare l’umanità anche dove sembrerebbe non esserci, grazie alla prova interpretativa di Marco D’Amore che è diventato un tutt’uno con il personaggio. Con questo film aumenta ancora di più la bellezza di un personaggio ormai diventato iconico nel tempo. 

Curiosità sul film l’Immortale

  1. L’Immortale è il primo film uscito in Italia in large format, usato per rendere diversa l’immagine del film all’occhio dello spettatore abituato sempre allo stesso formato.
  2. Marco D’amore è stato il regista della quinta e sesta puntata della quarta stagione di Gomorra-La serie ma è L’Immortale il suo primo capolavoro al cinema attraverso il quale ha voluto non solo definire il suo personaggio, ma anche stimolare lo spettatore su tutto ciò che chiunque è disposto a fare per realizzare i propri scopi.
  3. L’Immortale è un progetto cross mediale, una via di mezzo tra la quarta e la quinta stagione di Gomorra, una sorta di intrattenimento per lo spettatore e per i fan di una serie.
  4. Il trailer del film, trasmesso per la prima volta il 13 novembre 2019, ha attualmente superato le 800.000 visualizzazioni.

Ciro L'immortale

Recensione film L’immortale (possibili spoiler)

L’Immortale, per chi lo ha già visto è un colpo al cuore perché segna il crollo di quella rassegnazione che avevamo provato nel vedere la quarta stagione di Gomorra senza Ciro per poi ritrovarcelo in questa pellicola nella quale si ricostruisce la storia di un bambino cresciuto troppo in fretta ma con la fama di immortale per essere sopravvissuto da neonato al terremoto dell’80’ e in tutti gli affari pericolosi del quale è stato protagonista nel corso della sua vita. In questa nuova trama lo vediamo lontano da Napoli, a Riga dove per poter iniziare una nuova vita nella quale nessuno deve sapere che è vivo, si ritrova in una guerra tra russi e lettoni che rivendicano il proprio dominio sul territorio e sarà affiancato da Bruno, che da piccolo era un po; come la sua figura paterna, quello per il quale avrebbe fatto di tutto e il loro legame è quello che lo spettatore vede attraverso una serie di ricordi.

La trama, dunque ricostruisce la storia di Ciro tra passato e presente dove si vive l’abilità di Ciro sin da piccolo nella malavita di Napoli, la stessa che si evince anche in questa nuova vita ma vissuta con la malinconia negli occhi di chi non ha più nulla da perdere e che Marco D’amore sa far trapelare con un’empatia tale con lo spettatore da far percepir il lato umano di un boss così spietato come Ciro che ha segnato il suo personaggio proprio quando si è lasciato uccidere da Gennaro nel finale della terza stagione, sacrificandosi per lui. Questo film, capolavoro per chi ha amato Gomorra, getta le basi per l’attesissima quinta stagione di Gomorra prevista per il 2021.

Nell’attesa di rivedere Ciro in Gomorra vi consigliamo la visione dell’intervista a Marco D’amore

Regia 70%
Interpretazioni 85%
Sceneggiatura 80%
Fotografia 75%
Musiche 90%
Voto Totale 85%

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