The New Pope: Recensione dei primi due episodi

The New Pope: Recensione dei primi due episodi

The New Pope: la grande bellezza

Un viaggio dantesco dall’inferno al paradiso: ecco come si presenta The New Pope con il suo “Virgilio” Paolo Sorrentino, serie prodotta da The Apartment – Wildside (parte di Fremantle) dal 10 gennaio in esclusiva su Sky Atlantic e Now TV. Dal 13 gennaio su HBO negli Stati Uniti e su Canal+ in Francia. Inoltre ogni lunedì sarà proiettata in alcuni cinema italiani.

E’ composta da dieci episodi di cinquanta minuti l’uno. L’ultima puntata di ‘The Young Pope’, venduta in 150 Paesi, si era chiusa con il personaggio di Lenny Belardo-papa Pio XIII (Jude Law) che si accasciava, vittima di un malore, a Venezia.

Sorrentino, il figlio d’arte di Fellini, si dimostra ancora una volta un visionario pop e drammaturgico,definendo The New pope come la narrazione della solitudine. Ha avuto come consulente Alberto Melloni, professore ordinario di Storia della Chiesa. Quando ha iniziato a lavorare alla serie TV ‘The Young Pope’, il regista e sceneggiatore Paolo Sorrentino pensava che non avrebbe avuto un seguito. Poi, durante la fase del montaggio, gli è venuta un’idea su come proseguire la storia e ha convinto HBO, Sky e Canal+ a finanziare la seconda stagione, continuando, come a confessato nel corso di un’intervista rilasciata al britannico Guardian, a mettere in scena “le lotte dei miei personaggi, che sono le lotte che ho dentro di me”. The New Pope è un’opera profondamente personale, dunque, come molto del cinema che ha reso famoso Sorrentino: per esempio ‘La grande bellezza’, ‘Youth – La giovinezza’ e ‘This Must Be the Place’.

The Young Pope tessa personaggi mentre la seconda stagione o meglio il seguito tessa trame e inganni. The New Pope non è la seconda stagione ma è una nuova storia. Un viaggio all’inferno. Un viaggio nel profondo delle coscienze umane. Un viaggio nel peccato, nel potere ed esagerazione della realtà. Si torna a parlare di chiesa, religione e delle contraddizioni umane. Le puntate come gironi danteschi con un registro pop e blasfemo,provocante,ipnotico, adrenalinico, inquietante su certi aspetti.

Ecco l’immagine di copertina:i due papi con un terzo incomodo per poco. Insomma i due protagonisti sono Jude Law e John Malkovich, affiancati da Silvio Orlando, Javier Cámara, Cécile de France, Ludivine Sagnier e dalle guest star Sharon Stone e Marilyn Manson (che interpretano se stessi). Tra i nuovi innesti ci sono Henry Goodman, Ulrich Thomson, Mark Svanir, Yulia Snigir e Massimo Ghini, nei panni del cardinal Spalletta. Tornano al centro dunque della scena personaggi chiave di ‘The Young Pope’ come Silvio Orlando (il super-pragmatico segretario di Stato cardinal Voiello, abile manipolatore e tifoso sfegatato del Napoli), Javier Camara, Ludivine Sagnier (la madre di Pio, frutto del miracolo di Papa Belardo) Maurizio Lombardi e Cecile de France (la conturbante responsabile del marketing del Vaticano Sofia Dubois).

Non ci resta che sederci e goderci questo che è un capolavoro del genio folle di Sorrentino.

The new pope

Recensione Prima puntata The New Pope

Immediatamente le prime scene ti lasciano sospeso,sembra di essere in un limbo. Sorrentino ci spinge a pregare per Lenny, che è ancora in coma dopo nove mesi. Pio XIII è come se fosse a godersi lo spettacolo,il suo, con noi sul divano. L’inizio silenziosamente scoppiettante sembra essere spaventosamente attuale con la possibilità di due papi.

Poi ecco il cardinale Voiello: il risultato che tutti abbiamo bisogno di una coscienza che si fa sentire e da quasi fastidio. Nel cuore della prima puntata Sorrentino ci fa sentire le coscienze e le preghiere dei cardinali durante il conclave. Forse per sottolineare che anche loro hanno qualcosa da chiedere e da espiare

Poi ecco il terzo incomodo. L’intruso, la macchia, l’esasperazione, l’esagerazione, ciò che non serve ossia papa Francesco II che sembra Checco Zalone in Tolo Tolo. Un papa bambino. Un papa che accoglie tutti i migranti. Un papa che abusa del suo “potere” e della pazienza della Chiesa gerarchica .Una macchietta più che altro. Una caricatura di papa Bergoglio. Una caricatura della realtà. I frati francescani come sue nuove guardie. La ricchezza della Chiesa presa d’assalto dalla povertà francescana. Ma la Chiesa non può rimanere senza il suo potere e la sua ricchezza. Bisogna preservare il potere ed ecco la divina provvidenza mascherata , ingannevolmente ed incredibilmente puntuale.

Recensione Seconda puntata The New Pope

Stiamo di sicuro all’inferno. L’inizio della seconda puntata lo ricorda. Lussuria e figure oscure danno ritmo e fanno da sfondo al secondo girone dell’Inferno. A fare da ponte tra la prima e la seconda puntata sono due personaggi machiavellici: Sofia,la responsabile marketing,una donna molto femminile, seducente, intelligente, divertente, con tutte le armi necessarie(un personaggio da godersi fino in fondo in questa stagione) e il cardinale Voiello che si prende sempre la sua scena come un burattinaio fallito ed impaziente.

La grande new entry della serie e della seconda puntata è un immenso John Malkovich, con il ruolo dell’aristocratico e molto Bruce Wayne, il cavaliere oscuro. Il Papa,che sarà, inglese Sir John Brannox, con occhi bistrati, più incline a mediare rispetto all’intransigente ed idolatrato papa americano Pio XIII e destinato a convivere con la paura di essere destituito dal suo predecessore, il cui risveglio viene suggerito dal mignolo che si muove minaccioso alla fine del primo episodio.

L’attesa aumenta il piacere. Il piacere porta al dolore. Il piacere e il dolore portano a Lenny. La seconda puntata è poesia e non prosa. Il Cardinale inglese entra in scena con eleganza . Sta per iniziare una sfida. Vegeta contro Goku. Il cardinale Sir John Brannox è Vegeta ossia l’eterno secondo, il sempre sconfitto e depresso, mentre Lenny è l’immenso,infinito ED unico Goku sempre sicuro ma umile in questa seconda stagione. Ecco,dunque, il corteggiamento, come quasi succede in amore o nel calcio quando i dirigenti vanno a visionare da vicino il talento da convincere. Sir John è appetibile alla Curia di Roma perché veste da Dio, sembra psichicamente gracile e perché è un teorico della terza via: prima la coscienza, poi l’infallibilità papale; prima il compromesso, poi i dogmi. Secondo il pragmatico Voiello è l’unica via possibile contro gli scandali, la povertà e il logorio della vita moderna. Non è affetto dalle intolleranze di Pio XIII agli infedeli e di Francesco II ai ricchi. È riuscito a convertire migliaia di anglicani al cattolicesimo grazie al suo metodo: parlare di calcio, di golf, di poesia, di donne e di gambe accavallate. Perché, per lui, essere cattolici significa essere tutto. Parla già da papa (sceglierà il nome di Giovanni Paolo III): “Mentre un povero muore di fame per strada, lo Stato gli dice che gli troverà un lavoro, la figlia gli dice che gli darà dei soldi, la Chiesa pensa. In quel pensare c’è tutto”. Assunto. Prepariamoci a farci rapire e sorprendere cercando di capire le allegorie, metafore e immagini sorrentiniane che incontreremo nel corso di ogni singola puntata.

Curiosità The New Pope

  • Girata in 22 settimane, la serie evento ha coinvolto 103 attori e novemila comparse a cui sono stati serviti 27 mila pasti.
  • Per vestirli sono serviti 4.500 costumi, 1.100 paia di scarpe, 300 croci preziose per cardinali e vescovi, 200 croci per suore e frati, 350 anelli, 120mila pietre per i ricami sui piviali (i manti papali) e 450 tra papaline e cappelli (questi ultimi realizzati in parte dalla ditta Pieroni, in parte forniti da Borsalino).
  • Per realizzare a Cinecittà gli interni e gli esterni di San Pietro hanno lavorato 25 tra falegnami, stuccatori, stampatori e montatori dei pavimenti, 18 pittori, impiegando circa otto mesi di lavoro (di cui dieci settimane per la sola pittura). Per costruire la cappella Sistina sono serviti sei mesi di lavoro e venti persone tra scenografi e arredatori (che hanno allestito anche otto tavoli da conclave con 72 posti a sedere e relativo tovagliato). Gli interni della biblioteca papale hanno coinvolto 16 persone che hanno lavorato per cinque settimane.

I luoghi delle riprese

Se The Young Pope era ambientata soprattutto all’interno delle mura dello Stato Vaticano, The New Pope spazierà in un territorio più ampio. Le riprese si sono svolte in diverse location: Roma (dove, a Cinecittà, sono stati ricostruiti gli ambienti vaticani) ma anche in Abruzzo (dove è stata ricostruita una serra in un monastero), sulle sponde del Piave e tra le montagne di Cortina.

Trailer Ufficiale The New Pope

About The Author

Diploma classico e giurista in erba alla Federico II di Napoli. Appassionato e cultore di cinema, sognatore a occhi aperti, inguaribile romantico. La passione per il cinema molto probabilmente deriva dalle tragedie greche. Studioso del bel calcio dopo aver visto il doppio passo del fenomeno Ronaldo ai tempi dell'Inter e le esultanze dell'areoplanino/scugnizzo Montella. Mi servo della scrittura per arrivare al cuore della persone. Preferisco καιρός al kρόνος!

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