Peaky Blinders 6: la caduta di un impero… o forse no

Peaky Blinders 6: la caduta di un impero… o forse no

Lo sappiamo, vi capiamo… Proviamo esattamente lo stesso vuoto che sentite voi in questo momento dopo i titoli di coda dell’ultimo episodio di Peaky Blinders. Siamo giunti alla conclusione di una delle serie più apprezzate dell’ultimi decenni, firmata da Steven Knight e trasmessa da BBC, che in Italia ha avuto modo di approdare grazie a Netflix.

Speravamo che questo momento non arrivasse mai, che Tommy Shelby e la sua banda ci facessero compagnia per molto tempo,ma le cose belle hanno sempre una fine e poi non disperate, quasi certamente nei prossimi anni arriverà il film che rappresenterà la vera fine dei Peaky Blinders. Per ora non perdiamoci in ulteriori dolci carnevaleschi e andiamo a parlare di questa sesta stagione.

 

Trama

La nuova stagione dello show inglese, riprende esattamente da dove avevamo lasciato la storia. Tommy Shelby è lì pronto, con la pistola alla testa per porre fine alla sua vita dopo aver  fallito l’assassinio di Mosley, ma qualcosa lo fermerà anche questa volta. Assieme alla sua famiglia organizza un commosso funerale per Polly e per gli altri due uomini deceduti durante il tentato omicidio, Barney Thompson e Aberama Gold.

Da qui, la serie fa un balzo temporale in avanti di quattro anni, spostando la narrazione al 1933. Sullo sfondo ci saranno l’ascesa del nazismo di Hitler e del fascismo italiano, ponendo l’attenzione anche alle ideologie razziali e le conseguenze sulla popolazione. Tommy dovrà scegliere definitivamente da che parte schierarsi, sistemare le ultime cose in sospeso e dedicarsi finalmente alla vita che ha promesso e ripromesso alla sua famiglia.

 

Cast

Nel cast, oltre all’immancabile Cillian Murphy, tornano anche Paul Anderson nei panni del fratello Arthur Shelby, Finn Cole in quelli di Michael Gray, Anya Taylor-Joy, volto di Gina Gray e con grande entusiasmo da parte del pubblico, ritroviamo Tom Hardy, che riprenderà il ruolo di Alfie Solomons. 

Nonostante la dipartita di Helen McCrory, le è stato reso omaggio con alcuni flashback e qualche scena che immaginiamo avessero girato prima della sua scomparsa. Anche i titoli di coda del primo episodio stagionale la ricordano, con tutto il comparto tecnico che dedica proprio a lei l’episodio iniziale.

Recensione

Abbiamo imparato a conoscere Tommy Shelby fin dalle prime stagioni, un uomo che non accetta il fallimento, per cui gli affari vengono prima di ogni cosa e pronto a difendere la propria famiglia da chiunque provi anche soltanto a minacciarla; eppure il grande pubblico ama Thomas perché in fondo è un uomo come chiunque altro, pieno di debolezze e di dolore, che fin dai primi episodi mostra di essere fragile come se aspettasse da un momento all’altro di porre fine alla sua esistenza. Quest’ultima stagione, seppur con tutto ciò che le ruota intorno, si concentra proprio sull’ultimo punto. Tommy appare sempre più stanco e anche gli affari non sembrano essere più la sua priorità, vuole concludere tutta la parte “burocratica” della sua vita per poter godere finalmente della sua famiglia e dei suoi figli, ha bisogno di mettere un punto definitivo alle continue lamentele che gli vengono mosse da dipendenti, nemici e aguzzini.

Thomas Shelby, temuto dai suoi avversari, in realtà non è mai stato un eroe, neppure quando combattè la prima guerra mondiale che ancora oggi lo perseguita con costanti incubi. Percepisce dentro di sé la sensazione di aver sbagliato ogni cosa nella propria vita e cerca di porre rimedio regalando ai suoi cari un futuro diverso, in cui non dovranno preoccuparsi di nulla, ma dovranno solo poter apprezzare la vita quotidiana, cosa che lui non è mai riuscito a fare.

Gli ultimi sei episodi partono in modo lento e schematico, seppur non manchi l’azione. Si concentrano principalmente sulle dinamiche che portano Tommy a tentare di scoprire tutte le carte in gioco mettendo i tasselli al posto giusto. La sceneggiatura colpisce nel segno attraverso dialoghi ricchi di rimandi alle precedenti stagioni, alle avversità affrontate dai Peaky Blinders, strizzando un occhio alla figura di Mosley che abbiamo conosciuto nella quinta stagione. L’uomo che si pone come totale sostenitore di Hitler sembra aver “avvelenato” il cervello di Tommy, che non trova un modo per batterlo o per tentare quantomeno di contrastarlo, sembra essere sempre un passo dietro di lui. Ma se in queste cinque stagioni abbiamo imparato una cosa, è sicuramente che Thomas Shelby non è un passo dietro nessuno e questo ci verrà confermato nuovamente in questi ultimi episodi.

Uno dei punti forti della serie è stata sempre la fotografia, che anche in questa stagione si conferma ad altissimi livelli. I sobborghi mostrati trasudano fatica e sudore, sentiamo il tanfo dei quartieri industriali anche stando comodamente seduti sul nostro divano di casa. A differenza dei precedenti episodi però, questi tendono molto di più verso una palette di colori grigio/neri trasmettendo allo spettatore tutto il dolore provato dai personaggi.

Sì, diciamo “dai personaggi” perché Tommy non è l’unico che in questa stagione soffre particolarmente. Anche Arthur dal canto suo, dopo il divorzio con sua moglie è tornato ad essere vittima dell’alcol e dell’oppio che inizia a prendere piede in Inghilterra, non appare più lucido e pronto all’azione, ma quasi nella totalità delle volte in cui viene mostrato, è lì a terra inerme in cerca di aiuto da parte dei suoi amici.

Altra costante di questa stagione è Michael. Polly prima di lasciare la scena aveva detto durante un discorso a suo figlio e suo nipote, che molto presto i due avrebbero avuto uno scontro e solo uno dei due ne sarebbe uscito vivo. Di conseguenza, nelle ultime sei ore di show, vediamo Michael alle prese con l’elaborazione di un piano perfetto per porre fine alla vita di suo cugino, ma non siamo qui per dirvi come finirà questa storia.

 

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L’ultima stagione inoltre, ci fornisce un preciso contesto storico. Se dal lato politico ci viene mostrata l’ascesa del nazismo e dei suoi sostenitori, dal lato sanitario iniziamo a vedere le prime apparizioni della tubercolosi, che in quegli anni fece moltissime vittime, con dottori e specialisti in cerca di una soluzione medica che potesse permettere di guarire i pazienti da questa malattia.

 

 

Il ruolo delle donne

Peaky Blinders è sempre stato uno show apprezzato sotto tutti i punti di vista e nel corso di tutte le stagioni abbiamo trovato sullo schermo donne dal carattere forte che non sono mai state disposte a restare lì in disparte mentre gli uomini facevano i loro loschi affari e così anche quest’ultima stagione non è da meno.

Lizzie (interpretata da Natasha O’Keeffe) diventa sempre più autonoma e non disposta a sottostare a suo marito che abbandona costantemente la propria famiglia per i suoi affari personali. Dimostra ancora una volta di avere un forte carattere, decidendo molto presto di volersi dedicare a sé stessa e ai suoi bambini, piuttosto che restare dietro alle delusioni costanti che propone suo marito. Altra donna al centro degli affary Shelby è certamente Ada (Sophie Rundle), sorella di Tommy che in un determinato momento della stagione prende le redini della situazione scontrandosi tranquillamente con uomini del calibro di Oswald. Diana (Ambra Anderson), seconda moglie di Mosley, dimostra anch’essa di non temere il confronto con gli uomini e di affrontare a testa alta chiunque si ponga tra lei, suo marito e gli affari con la Germania.

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Cosa ci riserverà il futuro?

Come già accennato durante l’introduzione dell’articolo, un film è già stato confermato dallo stesso Steven Knight che avrebbe voluto chiudere lo show con un’ultima stagione, ma non ha trovato il supporto della produzione. Non vi sono però date ufficiali o annunci particolari da riportare, quindi restiamo in attesa di novità che non mancheranno sicuramente sulle nostre pagine ufficiali.

Quello di cui possiamo essere certi, è che vista la conclusione di quest’ultima stagione, un film potrebbe calzarci a pennello per mettere un punto definitivo alle questioni della famiglia Shelby e di tutto ciò che ruota intorno a loro. Ciò che ci sentiamo però di confermare, è che comunque andrà questa storia, Peaky Blinders resterà uno dei prodotti più riusciti dell’ultimo decennio, che ha portato alla luce uno dei personaggi più complesso e particolari che le serie tv ci abbiano mai mostrato.

Nel ricordavi che “C’è Dio e ci sono i Peaky Blinders”, ci sentiamo di lasciarvi con la citazione che ha fatto la storia della serie:

“By order of Peaky f***ing Blinders”.

About The Author

Diplomato al Liceo Scientifico, tra una pagina e l'altra di un libro di matematica, un episodio calza a pennello. Più che per il cinema, ho la passione per il piccolo schermo. Sono l'amico a cui viene sempre fatta la domanda "Ma che serie tv mi consigli?" Se non avete idea di cosa guardare, faccio al caso vostro. Siete invitati nel sottosopra che si trova nella mia testa.

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