Recensione di Mulan il live-action Disney

Recensione di Mulan il live-action Disney

Mulan è un film del 2020 diretto da Niki Caro ed è il remake in live action dell’omonimo film d’animazione del 1998 basato sulla leggenda cinese di Hua Mulan. Il cartone, sul finire degli anni Novanta, ha fatto sognare e divertire tantissimi bambini, ragazzi e intere famiglie. Sarà lo stesso con il film?

Per iniziare

C’è un momento, poco dopo l’inizio, che ci riporta indietro al 1998, quando usciva al cinema uno dei film più dinamici ed unici tra i Classici Disney. Nello specifico la scena, splendidamente diretta da Niki Caro, riprende una delle sequenze più divertenti di quel film d’animazione: vediamo Mulan, truccata e vestita con i tradizionali abiti cinesi, alle prese con un servizio da tè alquanto disastroso. Questa sequenza, nella nuova live action che sarebbe dovuto uscire in sala per poi atterrare su Disney+ (disponibile all’acquisto in Accesso VIP) è una delle poche che effettivamente riprende lo spirito dell’originale. La modalità VIP con un prezzo molto alto per un film non ha rallentato le visioni e i ricavi ma ha rallentato la magia e i sogni.

Mulan Disney

Sfumature

Al di là delle polemiche sulle modalità di uscita il film si presenta colorato e rassicurante, dinamico e versatile, realtà mista a magia (non molta). La grandezza e l’imperiosità della Cina sul grande schermo mettono in certi punti in secondo piano i personaggi.

La magia del cartone è ridimensionata da una Cina sempre chiusa e dispotica con la rivoluzionaria e 2.0 Mulan. Gli autori e la regia cercano nonostante tutto di raccontare le tematiche che appartengono alla storia di Mulan: coraggio, paura, famiglia, onore e sacrificarsi per qualcosa di più grande.

Cast e caratterizzazione

Il cast risulterà meno importante ed efficace rispetto alla storia. Non così adrenalinico. Alcune scene di combattimento sembrano riprendere quelle del film Shaolin Soccer.

Il Gi, novità rispetto al cartone, come il talento nascosto e puro, fa fare il salto di qualità alla persona. Un guerriero dei sentimenti e dalla forza d’animo ecco chi è Mulan: un simbolo, un esempio, una bugia necessaria. Manca la musica della Disney per la magia, rimane un film per famiglia. La violenza non è necessaria per dare azione.

Non è l’unica donna. C’è la strega che come Mulan si sente un’isola. La bellezza e la cattiveria emergono chiaramente nei due personaggi femminili. Il cast e la scelta dei personaggi rendono le scelte politiche e sociali molto evidenti. La scelta del personaggio della strega sembra inutile per la storia del film ma utile per la storia dei tempi di oggi che sembra dover indirizzare anche il mondo cinematografico. Gli altri personaggi non incidono e non emergono né nella storia né nello spettatore.

Differenze con il cartone

La trama perde in alcuni punti l’attenzione e il senso della storia, dimenticarsi del cartone.

Molti conoscono Mulan grazie al primo adattamento Disney del 1998, ispirato a un racconto della tradizione cinese: una giovane ragazza che, per evitare che il padre ormai anziano vada in guerra, prende di nascosto il suo posto, fingendo di essere un uomo. Nonostante sia poi scoperta, le sue doti vengono riconosciute dall’ esercito e Mulan riesce a dare un decisivo contributo alla vittoria della Cina sui barbari. La storia di una ragazza che, contro tutti i pregiudizi, riesce a salvare un impero, sembra perciò richiamare valori come l’emancipazione femminile e l’uguaglianza di genere.

Ma cosa rimane di tutto questo nel nuovo remake della Disney? Apparentemente molto, sostanzialmente poco. La trama e il messaggio alla base del film sono essenzialmente gli stessi: anche questa volta, infatti, Mulan sfida la società patriarcale cinese e riesce a salvare l’imperatore, raggiungendo la gloria.

La forma, tuttavia, è molto cambiata. Il live-action infatti perde la leggerezza e la spensieratezza del cartone animato, i quali sono sostituiti da grandiosi effetti speciali e violente scene di combattimento. La protagonista, interpretata da Liu Yifei, sembra avere un atteggiamento duro e distaccato, quasi sofferente e freddo, rendendo la pellicola tendenzialmente molto più drammatica. Sembra non accendersi mai. Forse nel finale si intravede qualcosa ma lo spettatore difficilmente riuscirà a farsi trasportare. Inoltre, come già messo in evidenza sono inserite come novità il personaggio della strega cattiva e la forza soprannaturale del Gi.

Mulan Disney
Illustrazione by @JohnTaf

Non c’è spazio per il romanticismo

Niente lacrime e sentimentalismi, soprattutto niente musiche e animaletti del cartone. Con tutti questi “senza” sembra svuotarsi il film di quella magia che ha accompagnato per anni il personaggio di Mulan. Più azione e meno dialoghi incoraggiante e di riscatto. Appena accennato è, dunque, l’elemento romantico. Per quasi tutta la durata del film sembra che tra Mulan e uno dei soldati si crei un legame profondo e ci si aspetterebbe che sfociasse in amore, come in ogni film a lieto fine che si rispetti. Invece, alla fine, ognuno prende la propria strada. Il messaggio che passa è un’indipendenza femminile che può essere tale solo se si è da soli senza qualcuno accanto con cui poter sorridere, piangere, cadere, rialzarsi, fare dei programmi e doverli cambiare del tutto. Aggrapparsi all’altro più che alla vita. Dipendere dai sentimenti senza incatenarsi. Ma questo è un altro film, quello che poteva essere e non è stato.

Infine

Il film si accende dopo un’oretta, paradossalmente quando Mulan capisce di dover essere sé stessa e di dover conquistare il proprio posto nonostante il sesso, la diversità di pensiero e di cultura. Sembra essere un film più politico che favolistico. Essere accettati dalla società nonostante le apparenze e le tradizioni.

Alla fine, una figlia dell’impero salverà la sua gente. Non è un film che si ricorderà, l’idea era buona. Poteva essere sfruttata meglio per i valori che porta con sé da anni il personaggio di Mulan, che ricorda anche il film: leale, impavida, sincera, tutti i fondamenti della virtù con la devozione della famiglia. Una fanciulla che diventa un guerriero sfidando sé stessa, la sua famiglia e il suo paese.

Trailer Ufficiale

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About The Author

Diploma classico e giurista in erba alla Federico II di Napoli. Appassionato e cultore di cinema, sognatore a occhi aperti, inguaribile romantico. La passione per il cinema molto probabilmente deriva dalle tragedie greche. Studioso del bel calcio dopo aver visto il doppio passo del fenomeno Ronaldo ai tempi dell'Inter e le esultanze dell'areoplanino/scugnizzo Montella. Mi servo della scrittura per arrivare al cuore della persone. Preferisco καιρός al kρόνος!

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