Recensione The Starling: l’altro lato di Melissa McCarthy

Recensione The Starling: l’altro lato di Melissa McCarthy

E’ uscito su Netflix “The starling”, il film che vede protagonista Melissa McCarthy, in un ruolo che non siamo propriamente abituati a vederle interpretare. Una commedia drammatica, diretta da Theodore Melfi e scritta da Matt Harris.

Trama The Starling

Melissa McCarthy in the starling

Lilly ( Melissa McCarthy ) e Jack ( Chris O’Dowd ) sono una coppia felicemente sposata, che in attesa dell’arrivo della loro prima figlia, prepara tutto l’occorrente per darle il benvenuto. Un anno dopo però Lilly, dopo aver staccato prima dal lavoro a causa della costante distrazione, sale in macchina e guida verso Jack il quale si trova in un ospedale psichiatrico, dove cerca di superare il dolore che il trauma familiare subito ha lasciato sul suo cuore. Lilly invece rimane a casa, cercando di rimettere in piedi il proprio mondo e affrontando il dolore completamente sola.

I due protagonisti

Lilly è una donna carismatica di mezza età, commessa di un negozio di alimentari, che cerca di rialzarsi facendo tutto ciò che può per non pensare alla sua situazione familiare. Dopo la prima scena del film infatti, l’attenzione è completamente rivolta su di lei. Capiamo quasi subito che qualcosa nella sua vita manca, ma non sappiamo ancora con esattezza ciò che è successo. Vediamo una Lilly che in ogni modo umanamente possibile cerca di andare avanti senza abbattersi concentrandosi sul lavoro, senza risultati.  Due volte a settimana va a trovare il marito nella clinica in cui è ricoverato e cerca di parlare con lui, di affrontare a testa alta ciò che è accaduto, anche se lui non ne vuole sapere, non vuole assolutamente entrare in quel discorso. Lilly però non vuole crollare e per questo cerca di affrontare anche il dolore del marito. E’ l’immagine di una donna forte, interpretata molto bene dalla nostra Melissa.

Jack invece sta decisamente peggio. Dopo l’accaduto non riesce a capacitarsi della situazione in cui vive e cade lentamente in una sempre più profonda depressione. Il suo carattere e il suo modo di comportarsi con Lilly, portano il loro rapporto ad affrontare sfide molto difficili e Lilly stessa a seguire una terapia individuale che la porta a cambiare disperatamente il posto in cui vive, dall’arredamento al giardino. E’ proprio qui l’emblema del film, che vede Lilly immersa nel tentativo di fare un orto davanti a casa, attaccata quotidianamente da uno storno di uccelli, i quali sembrano piuttosto contrari alla piantagione. E’ sicuramente un buon modo per non pensare alla sua vita, anche perché ogni giorno ha una ferita diversa da medicare, ma anche un buon motivo per riflettere su come andare avanti.

The Starling: e lo sprint finale?

The Starling, è un film che di fatto ha un copione che prometterebbe grandi cose ma che in realtà non spicca mai il volo. Una commedia drammatica che perdendosi a raccontare l’evoluzione dei personaggi principali non fa mai capire come poter attraversare un trauma così grande. Una commedia che, almeno a mio avviso, spreca un po’ un cast del tutto eccezionale, basti pensare a Timothy Olyphant nel ruolo del responsabile di negozio in cui lavora Lilly, che rilega in pratica l’attore ad un simil cameo di terza classe. Vorrei concentrarmi però proprio su Melissa McCarthy, la quale siamo abituati a vedere in ruoli diversi, molto divertenti, carismatici e dall’umorismo tagliente. Questo non è un personaggio che Melissa non sa interpretare, anzi, è solo che per la troppa distanza dal suo carisma si perde un po’ la voglia di finire il film. Ripeto, Melissa interpreta Lilly davvero molto bene, il problema è che, pur essendoci in minima parte la sua simpatia travolgente che ogni volta ti tira su il morale, questa è come se fosse troppo debole per salire alla luce. Non dico che debba essere la Melissa di Thunder Force, assolutamente, ma con attrici come lei quando le si allontana troppo dai propri punti di forza si rischia di deludere lo spettatore che si aspetta una commedia drammatica, spunto di riflessione e toni di umorismo.

Il problema è proprio questo: il film è come se non partisse mai realmente, si sforza così tanto di colpire il cuore dello spettatore che non si accorge di avere l’arco rotto. Voglio fare un esempio molto banale. Io sono una ragazza dall’emozione facilissima, piango per qualsiasi cosa, dal video di un cagnolino su tik tok alla vittoria del mio personaggio preferito in un programma tv (si beh, forse ho qualche problemino 😊 ); in questo film avrei potuto piangere dalla prima all’ultima scena senza smettere mai se non fosse che succede proprio il contrario: la pellicola si sforza così tanto di strappare una lacrima, forse per ricevere una candidatura all’oscar, che perde di vista l’obbiettivo principale.

In conclusione The Starling non è un film da bocciare, io personalmente l’ho finito molto volentieri, ma un film che avrebbe avuto bisogno di uno sviluppo più approfondito vista l’idea niente male.

 

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